Come può essere utile un avvocato per le Startup?

Come può essere utile un avvocato per le Startup? Capita spesso su internet di leggere articoli che provano a definire il ruolo dell’avvocato all’interno di una startup.

Quest’ultimi spesso e volentieri però non parlano minimamente dell’oggetto concreto della questione, limitandosi semplicemente a riportare alcune nozioni e definizioni di startup, su come si costituisce e a quali benefici può avere accesso.

Si tratta sostanzialmente di una sterile requisizione, per sommi capi della relativa disciplina normativa, che non affronta concretamente il punto importante della questione, ovvero: Perché una startup dovrebbe rivolgersi ad un avvocato per una consulenza continuativa? Quali benefici trarrebbe dal confronto con questa professionalità? E in che modo?

Chi è incuriosito da queste domande, spesso ha già ben chiaro cosa sia una startup, ma altrettanto spesso sottovaluta le sue necessità e le eventuali problematiche che via via sorgono nel corso del suo sviluppo. Ogni startup è unica ed è differente dalle altre.

L’attenzione deve essere quindi concentrata a dotare la startup di tutti quegli strumenti e accorgimenti giuridici che possano permetterle di nascere, di operare sul mercato con la forza necessaria a gareggiare con gli altri competitors del settore. Questa realtà in crescita deve poter contare su professionalità che le conferiscono la tranquillità di espandersi, crescere e produrre, pensando solo a fare attività d’impresa.

L’avvocato per la startup deve porsi l’obbiettivo di farsi parte attiva, portavoce e garante degli interessi della nuova realtà imprenditoriale; di predisporre e mettere a disposizione dello/degli startupper/s tutti gli strumenti necessari per avviare l’attività, per trovare, negoziare e stringere rapporti con nuovi partners, per agevolarne l’accesso a finanziamenti e ad attrarre investitori, ad importare/esportare prodotti, materiali e materie prime nel pieno rispetto della legalità e delle norme doganali, ad attrarre competenze e professionalità, al tutelare la condivisione del Know-How e della/e proprietà industriale/i e/o intellettuale/i che costituiscono la base della startup o di quest’ultima ne sono il frutto.

Tutto ciò in funzione di un percorso e del raggiungimento di quell’obiettivo finale che lo startupper si è prefissato che molto semplicemente consiste nel realizzare la propria idea di impresa.

Compito dell’avvocato allora deve essere quello di mettere a disposizione dello startupper tutti gli strumenti per percorrere quel tragitto, il tutto con estrema rapidità, perché le startup corrono e hanno voglia di correre!

È in questo che si sostanzia il rapporto startupper-avvocato, in una obbligazione di mezzi e di competenze da condividere.

È così che la figura dell’avvocato ed ancor di più quella di uno studio legale, deve essere adeguata ai tempi e ai bisogni dei propri clienti,  parlando il medesimo linguaggio con le medesime prospettive: innovazione, coraggio e lungimiranza. Deve essere in grado di connettere il diritto alla realtà in continua evoluzione, fornire competenze multidisciplinari e offrire soluzioni e sinergie.