Brevettabilità di modelli di artificial intelligence (AI) e alcuni trends

L’AI e la rapida crescita delle domande di brevetto nei vari settori dell’economia.

L’intelligenza artificiale (AI) può essere definita come la capacità dei computers e delle macchine di eseguire compiti mentali comunemente associati agli esseri umani, come l’apprendimento, il ragionamento e la risoluzione dei problemi.   Sebbene le tecnologie di intelligenza artificiale di base come le reti neurali, l’apprendimento profondo (deep learning) e i sistemi basati su regole siano note da molto tempo, si sono sviluppate notevolmente nell’ultimo decennio, portando l’AI in prima linea nelle nostre vite.

Un dato importante e che testimonia il consistente sviluppo di questa nuova tecnologia, la cui prima applicazione pratica risale al 1950, è il fatto che, attualmente, più del 50% di tutti i brevetti esistenti di AI siano stati pubblicati solo negli ultimi 5-6 anni.

L’AI sta determinando sempre più importanti sviluppi nella tecnologia e nel business, dai veicoli autonomi alla diagnosi medica alla produzione avanzata.  Si assiste quindi ad uno spostamento dell’Ai dal campo teorico (tipico dei modelli matematici) a quello pratico (il mercato mondiale).

La cui crescita e sviluppo è alimentata da una profusione di dati digitalizzati e da un rapido avanzamento della potenza di elaborazione computazionale, con un effetto potenzialmente rivoluzionario: rilevando uno schema tra miliardi di dati, apparentemente tra loro non correlati, l’AI può migliorare le previsioni meteorologiche, aumentare la produzione agricola, migliorare l’individuazione di un tumore, prevedere un’epidemia ed incrementare e migliorare esponenzialmente la produttività industriale.

Diverse sono le tecniche di AI che possono trovare applicazione rispetto a varie categorie di settori.

Alcune di queste tecniche di AI stanno crescendo più in fretta di altre. Il machine learning (l’apprendimento automatico) è la tecnica ad AI dominante, ne è prova il fatto che nel periodo dal 2013 al 2016 le domande di brevetto relative al machine learning sono cresciute annualmente con un tasso di crescita medio del 28%.

Le principali tecniche di machine learning che stanno rivoluzionando il mondo dell’AI sono il deep learning e le reti neurali: queste ultime sono le tecniche di Ai in più rapida crescita nel deposito di brevetti (il deep learning nel periodo 2013-2016 ha visto un tasso di crescita medio annuo del 175%, le reti neurali, nello stesso periodo, sono cresciute con un tasso del 46%).

Numerose sono le realtà industriali che stanno esplorando l’uso commerciale dell’AI.

I settori principalmente interessati dall’impiego di queste tecnologie sono:-telecomunicazioni; -trasporti (si pensi ad es. alle auto a guida autonoma, ai droni, agli aeroplani, ecc.); -scienze biologiche e mediche; -dispositivi personali, di computing e di interazione uomo-macchina (ad es. wearables, HCI, ecc.); -bancario e finanziario (ove si assiste anche ad una combinazione di tecnologie di AI con altre tecnologie emergenti, quali, ad es. la blockchain); -sicurezza; -industrie e produzione agricola; -reti (social networks, smart cities, internet of things).

Va rilevata la versatilità delle tecnologie di AI che, prevalentemente sviluppate per esigenze di un determinato settore, si prestano agevolmente a trovare utile impiego anche rispetto ad altre ed eterogenee realtà.

Ma chi sono i big players che investono in brevetti AI?

Leaders mondiali nella brevettazione di tecnologie ad AI sono IBM e Microsoft:

-la prima può contare su un cospicuo portafoglio di brevetti AI con oltre 8.000 invenzioni;

-la seconda, che segue a ruota, può contare circa 6.000 invenzioni.

Il dato veramente rilevante, al di là di questi numeri impressionanti, è il fatto che i portafogli di entrambe le società coprano una ampia e variegata gamma di tecniche, applicazioni e settori di AI, che indica come le due società non stiano limitando la propria attività ad uno specifico settore o campo.

Dietro IBM e Microsoft, altre importanti e note realtà seguono il trend della brevettazione di tecnologie ad Ai, quali Toshiba, Samsung e NEC.  Se deep learning e reti neurali sono le tecniche di AI con maggiore crescita, rispetto alla tematica delle applicazioni funzionali dell’AI, la più diffusa è sicuramente la visione artificiale (che comprende anche il riconoscimento delle immagini) cui segue l’elaborazione del linguaggio. Rispetto invece ai principali campi di impiego delle tecnologie ad Ai, si annoverano il settore dei trasporti, delle telecomunicazioni, delle scienze biologiche e mediche. Settori in crescita sono soprattutto: trasporti, agricoltura e informatica di gestione.

Il vantaggio chiave dell’AI, che rappresenta la base del successo di queste tecniche e del suo continuo sviluppo e progresso, è rappresentato dalla capacità di poter analizzare enormi quantitativi di dati in breve tempo e identificare modelli, schemi e correlazioni che passerebbero altrimenti inosservati.

L’AI può, ad es., essere utilizzata per monitorare, pianificare e gestire una produzione e un consumo responsabile in diversi settori industriali. Può essere utilizzata per migliorare la raccolta e la produzione agricola, rendendola più efficiente, attenta ai consumi e conseguentemente, abbattendo parte dei costi. (In questo senso un esempio interessante è costituito dal progetto FarmBeats di Microsoft).

Se appaiono dunque evidenti i vantaggi e i miglioramenti che l’impiego di AI in vari settori può apportare, non ci si deve stupire se proprio nello sviluppo di dette tecniche, non solo grandi aziende, ma anche piccole e medie imprese e startup, abbiano deciso negli ultimi anni di investire nel suo sviluppo, sempre più risorse.

Si possono brevettare tutti i modelli di AI?

Partiamo da alcune considerazioni. Anzitutto: che cos’è un brevetto? Il brevetto è un diritto di proprietà intellettuale a carattere territoriale. Vale a dire, che il brevetto fornisce una protezione solo nella giurisdizione (nel luogo) in cui è stata presentata la relativa domanda ed è successivamente concesso.

Sono generalmente concessi dagli uffici brevetti nazionali (in Italia l’UIBM, in USA l’USPTO, in Cina il CPTO, ecc.) o sulla base di convenzioni internazionali (es. per l’Europa, vige la Convenzione sui brevetti europei EPC, per cui la procedura di presentazione del brevetto è amministrata dall’EPO).

Generalmente l’ufficio brevetti esamina ogni domanda per verificare la sussistenza dei requisiti necessari per il riconoscimento del brevetto, con particolare riguardo alla verifica che l’invenzione per cui è richiesta la rivendica, non rientri tra le categorie per le quali è espressamente esclusa la brevettabilità (generalmente non sono brevettabili scoperte teoriche, scientifiche, metodi matematici e programmi per elaboratore, in alcune giurisdizioni e sulla base di determinate condizioni, il software è invece brevettabile).

L’invenzione deve inoltre essere nuova (cioè non essere parte dello stato dell’arte), e comportare una attività inventiva (non essere dunque “ovvia”, cioè, se, per una persona esperta del ramo, essa non risulta in modo evidente dallo stato della tecnica) e avere una potenziale applicazione industriale, prestando particolare attenzione a che l’invenzione rivendicata sia sufficientemente e adeguatamente esposta nella domanda di brevetto.

Se le attività di verifica hanno esito positivo l’Ufficio brevetti concede il brevetto. La durata del brevetto è di 20 anni dalla data di deposito, tuttavia può avere durata più breve se il pagamento delle tasse di rinnovo applicabili non viene effettuato. Alcune giurisdizioni al ricorrere di determinate circostanze, prevedono la possibilità di estendere il termine di protezione brevettuale.

Una volta concesso il brevetto, il Titolare dello stesso, ha il diritto di escludere altri dall’utilizzare, produrre, vendere, ecc., l’invenzione rivendicata, in mancanza dell’esplicito consenso del suddetto.

Il Titolare ha, tra le altre, la facoltà di cedere il proprio brevetto o di concederlo con licenza d’uso, ad un altro soggetto, sia esso persona fisica o giuridica (es. ad una società per azioni).

Una volta pubblicato, il brevetto e le informazioni in esso contenute, possono essere lette, studiate e analizzate da chiunque (ad es. per finalità di ricerca). Una volta che il brevetto è scaduto o decaduto, questo diventa di dominio pubblico.

Indicate a grandi linee alcuni concetti di base sul brevetto è dunque il momento di rispondere alla domanda che ci si poneva all’inizio, cioè se è possibile brevettare qualsiasi modello di Ai.

La risposta è no, non tutte le invenzioni di Ai possono essere brevettate.

Ciò in quanto l’Ai si basa su modelli computazionali e algoritmi matematici che sono di per sé di natura astratta ed espressamente esclusi dalla patentabilità «when claimed as such (Art. 52(3)» (1).

Tuttavia, il brevetto può essere concesso quando l’Ai abbandona i confini dell’astratto ed è applicato per risolvere un problema tecnico in un campo della tecnologia.

Ad es. l’uso di una rete neurale in un apparecchio di monitoraggio del cuore allo scopo di identificare i battiti cardiaci irregolari fornisce un contributo tecnico. Una soluzione tecnica ad un problema tecnico può anche essere fornita quando l’invenzione è diretta a una specifica implementazione tecnica dell’AI, vale a dire che è motivata da considerazioni tecniche del funzionamento interno di un computer (ad es. una specifica implementazione tecnica di reti neurali tramite unità di elaborazione grafica – GPU).

  • Si veda 3 Mathematical methods, Section G – Patentability – EPO Guidelines

Fonti:

-Codice della proprietà industriale;

-Convenzione sul brevetto europeo;

-EPO Guidelines;

-WIPO Technology Trends 2019 – Artificial Intelligence.

Articolo a cura del Dott. Marco Accardo