Confondibilità dei marchi: Lionel Messi può registrare il marchio «MESSI» per articoli e abbigliamento sportivi

Nell’agosto 2011 il calciatore Lionel Andrés Messi ha chiesto all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) di registrare come marchio con i proprio nome  per articoli di abbigliamento, scarpe per la ginnastica e lo sport.

Nel novembre 2011 il sig.Jaime Masferrer Coma ha proposto opposizione avverso la registrazione del marchio richiesto dal sig.Messi, invocando un rischio di confusione con i marchi dell’Unione europea denominativi MASSI registrati, in particolare, per articoli di abbigliamento, calzature, caschi per ciclisti.  Nel 2014 l’EUIPO ha respinto il ricorso, ritenendo sostanzialmente che sussistesse un effettivo rischio di confusione tra i segni MASSI eMESSI

Il calciatore ha quindi adito il Tribunale dell’Unione europea per chiedere l’annullamento della decisione dell’EUIPO e vedersi riconosciuta la registrazione del suo marchio.

Da qui la dibattuta questione: l’esistenza di un marchio notorio anteriore invocata a sostegno di un’opposizione costituisce una condizione risolutiva nel riconoscimento di tutela?

La Corte di Giustizia Europea ricorda che la valutazione diretta a stabilire se un segno abbia, nella mente del pubblico, un significato chiaro e determinato può, di conseguenza, vertere sia sul segno che costituisce il marchio anteriore (nella fattispecie MASSI) sia sul segno che corrisponde al marchio di cui si chiede la registrazione (nella fattispecie MESSI).

La Corte osserva che, al pari della notorietà del marchio anteriore, l’eventuale notorietà della persona che chiede che il proprio nome sia registrato come marchio in un momento posteriore è uno degli elementi rilevanti per valutare il rischio di confusione, dal momento che tale notorietà può avere un’influenza sulla percezione del marchio da parte del pubblico di riferimento.

Poichè la notorietà del nome del calciatore Messi era fatto notorio a tutti o comunque facilemnte conoscibile , secondo la Corte l’EUIPO avrebbe dovuto tenerne subito di conto nella valutazione della richiesta di registrazione da lui vanazata e nella valutazione della successiva opposizione fatta dalla società spanola MASSI.

Ne risulta che, avendo rilevato che il pubblico di riferimento percepiva i segni MASSI e MESSI come diversi sotto il profilo concettuale, poteva essere riconosciuta la corretta registrazione del marchio “MESSI” a livello comunitario.

Per il testo integrale della sentenza si indica il link di seguito

http://curia.europa.eu/juris/celex.jsf?celex=62018CJ0449&lang1=it&type=TXT&ancre=