I rischi in cui può incorrere il datore di lavoro che non si adegui tempestivamente alle nuove prescrizioni in emergenza Covid-19

I rischi in cui può incorrere il datore di lavoro che non si adegui tempestivamente alle nuove prescrizioni di sicurezza (distanziamento sociale, dotazione dei dispositivi dpi…) nell’ottica di una prossima riapertura delle attività e delle aziende, oltre che far scaturire una responsabilità personale,  potrebbero portare anche ad una responsabilità dell’ ente ai sensi dell’art. 25 septies del d.lgs. 231/2001, sanzionando l’impresa per i reati di omicidio colposo (art. 589 c.p.) e di lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) commessi in violazione della normativa a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro, laddove l’azienda abbia omesso o non adeguatamente adottato tutte le misure idonee al contenimento del contagio.

Certamente in tale ipotesi la responsabilità personale del datore di lavoro o dell’azienda dovrebbe comunque essere accertata attraverso la verifica del nesso di causalità tra la condotta dell’impresa e il verificarsi della diffusione del Coronavirus sul luogo di lavoro,  nell’ambito di un procedimento penale con tutte le conseguenze in termini di costi e di immagine e di ovvi e possibili risarcimenti alla o alle parte civili costituite.

Oltre a ciò vi sarebbe da considerare anche  il rischio della sospensione dell’esercizio dell’attività in caso di adozione di una delle misure interdittive anche in fase cautelare e predibattimentale.

L’esame è ovviamente complessoe da esaminare caso per caso, poichè secondo lo schema tipico previsto dal d.lgs. 231/2001, occorre anche che il reato imputato alla società, se accertato, sia stato commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, vantaggio che però potrebbe  concretizzarsi  anche in mero risparmio dei costi, che nell’ipotesi in esame potrebbe derivare dalla decisione di non adottare tutte le misure di prevenzione idonee a contrastare efficacemente la diffusione del virus.

Pertanto nel contesto dell’emergenza sanitaria attuale, risulta determinante la compliance aziendale, al fine di evitare non solo conseguenze negative sulla salute dei lavoratori, ma anche l’insorgere di una responsabilità sia a carico del datore di lavoro che dell’ente, con importanti ripercussioni sulle aziende.