La tecnologia a sostegno dell’arte

Se vogliamo farci portavoci dell’innovazione e di una tecnologia che sia fruibile e utile alla vita delle persone, dobbiamo pensare con mente libera e trovare punti di contatto tra la legge, il diritto, la tecnologia e la realtà circostante in tutte le sue sfaccettature anche quelle più classiche e apparentemente più lontane dal tech.

Il test di valutazione per gli investimenti nel futuro è spiegare il progetto a chi ti circonda, clienti, colleghi, professionisti e leggere nei loro sguardi quanto c’è di approvazione e quanto di incomprensione. Se la percentuale più alta è di stupore, forse siamo sulla strada giusta.

Una idea non necessariamente deve essere capita nel momento storico in cui la pensi, ma la soddisfazione arriva quando una volta realizzata viene apprezzata e percepita come risoluzione di una necessità, a volte anche non considerata.

Dunque la domanda giusta da porsi è “Perché no”?

In questa prospettiva siamo sempre più convinti che, anche se non vi sono ancora legislazioni in merito, sia necessario e lungimirante iniziare ad utilizzare la tecnologia blockchain non solo nel mondo della prova forense (processo penale e civile come da altro nostro post), ma anche come strumento a supporto della provenance per il tracciamento dello storico delle opere d’arte e opere d’ingegno e la loro gestione, senza escludere la verifica dell’autenticità.

La tecnologia blockchain potrebbe giocare un ruolo davvero utile ad esempio anche negli aspetti più critici del mercato dell’arte: la tracciabilità delle opere, la possibilità di realizzare opere d’arte digitali in edizione limitata e la possibilità di garantire e certificare l’autenticità di ogni opera che si crea.

Le certificazioni ricevono la validazione di tutti gli stakeholder (artisti, collezionisti, gallerie, musei, assicuratori, trasporti ecc..) e i vari passaggi si registrano in modo incorruttibile su blockchain, tutelando sicurezza e privacy.

Si registrano anche gli accordi, i contratti, le mail, tutto ciò che segue una creazione d’arte o un opera d’ingegno e creatività.

Con questo metodo si genera appunto una storia, un flusso di azioni, ciascuna di queste è codificata e l’identità dell’opera viene fissata anche dalla storia stessa delle azioni e dal loro percorso che sono una componente del valore dell’opera stessa e dell’artista.

Ancora oggi il mondo dell’arte si trova in una fase di scambio di documentazione cartacea, per questo le nuove tecnologie quali la digitalizzazione delle informazioni certificate in blockchain e verificate da tutti gli stakeholder, parte della vita dell’opera, contribuiscono a creare fiducia, una catena di valore.

La blockchain potrebbe dunque creare un vero e proprio “passaporto dell’opera d’arte” includendo le informazioni sulle vendite, le autentiche a favore della verifica della loro autenticità, ovvero una vera e propria catena di valore interamente basata e tracciata nella blockchain a favore di una maggiore fiducia nel mercato e nel contrasto ai falsi ed alle truffe.

Tale tecnologia è ovviamente più utile per tutta l’arte contemporanea laddove sia proprio l’artista stesso o il suo erede a registrare l’opera unitamente a un documento legale che ne attesti l’appartenenza o la provenienza prima di ogni successivo passaggio di proprietà e cessione.

Tanto più laddove tale servizio possa essere fornito da uno studio legale o da professionisti anche attraverso gallerie d’arte.

Questo per le opere d’arte materiali, ma anche per le opere digitali in qualunque forma esse si estrinsechino.