La Startup innovativa

Il Legislatore italiano nell’ottica di promuovere e favorire modelli di crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la nascita di nuove realtà imprenditoriali e l’occupazione, con l’intento anche di attrarre in Italia talenti ed investimenti, ha elaborato una nuova tipologia di forma societaria realizzando per la stessa una apposita disciplina di agevolazioni, vantaggi e deroghe alle ordinarie norme di diritto societario, commerciale e fallimentare, al fine di sostenere giovani realtà imprenditoriali che si caratterizzano per un elevato rischio economico, in considerazione sia della “scommessa” della startup sia della contingente sfida alla innovazione[1].

Il particolare, il D.L. 18 Ottobre 2012, n. 179, in coordinato con la Legge di conversione 17 Dicembre 2012, n. 221, ha introdotto una disciplina speciale per le startup innovative.

L’art. 25 del D.L. n. 179/2012, le definisce come società di capitali di diritto italiano, di qualunque tipologia. Sono dunque ricomprese le forme sociali di: società a responsabilità limitata (s.r.l., costituita anche in forma semplificata o con capitale ridotto), Società per azioni (s.p.a.), Società in accomandita per azioni (s.a.p.a) e Società cooperative nonché come Societas europea residente in Italia ex art. 73 TUIR (Testo Unico delle Imposte sui redditi), le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione (c.d. MTF).

Affinché si possa parlare di startup innovativa (e conseguentemente di poter accedere ai benefici e vantaggi della relativa disciplina), è necessario che l’organizzazione societaria presenti i seguenti requisiti di carattere sia strutturale che organizzativo. In particolare:

  • Non devono essere trascorsi più di 60 mesi dal momento della costituzione;
  • L’oggetto sociale – esclusivo o prevalente – deve attenere allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti o servizi innovativi e ad alto valore tecnologico;
  • La start-up non distribuisce e non ha distribuito utili;
  • La sua esistenza non deve essere il risultato di operazioni di fusione, scissione societaria o essere costituita a seguito di cessione di azienda o di un ramo di essa;
  • Deve sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% del maggior importo tra il costo e il valore della produzione e, o alternativamente, impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; ovvero essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale (brevetto), relativa a specifiche tipologie di invenzione (invenzione industriale, biotecnologica, di una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché’ tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa);
  • Dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio non deve essere superiore a cinque milioni di euro;
  • Deve essere registrata nella apposita sezione speciale del Registro delle Imprese.

 

Vantaggi ed agevolazioni

La disciplina delle startup innovative contempla una serie di agevolazioni:

  • È anzitutto previsto che la Startup (qualora si intendi costituirla nel regime di s.r.l.), possa essere costituita con procedura interamente online sulla piattaforma “Atti startup”, o direttamente presso le Camere di commercio, senza dunque ricorrere al notaio;
  • Non si applicano i diritti camerali e le imposte di bollo;

Ex art. 26 D. L. n. 179/2012 sono previste una serie di deroghe alla materia societaria:

  1. a) è data la possibilità di posticipare al secondo anno di esercizio, in caso di perdite a meno di un terzo, la riduzione del capitale sociale della startup innovativa;
  2. b) qualora il capitale sociale si riduca al di sotto del minimo legale, è prevista la facoltà che l’assemblea possa disporre il rinvio, per l’adozione della delibera di riduzione del capitale, alla chiusura dell’esercizio successivo;
  3. c) la startup che sia costituita in forma di società a responsabilità limitata (s.r.l.) può creare categorie di quote che siano dotate di particolari diritti (possono ad esempio essere create categorie di quote che non attribuiscono diritto di voto o che lo limitino), può effettuare operazioni sulle proprie quote, dette quote possono poi costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, nonché emettere strumenti finanziari partecipativi.

L’art. 27 D.L. n. 179/2012, introduce un regime fiscale e contributivo agevolato con riguardo ai piani di remunerazione con strumenti finanziari della start-up innovativa «il reddito di lavoro derivante dall’assegnazione  ai propri amministratori, dipendenti o collaboratori continuativi di strumenti finanziari o diritti similari, nonché dall’esercizio del diritto di opzione conferiti per l’acquisto dei riferiti strumenti finanziari non concorre alla formazione del reddito imponibile»[2] ai fini sia fiscali che contributivi.

Il successivo art. 27-bis del D.L. n. 179/2012, contempla agevolazioni per l’assunzione di personale altamente qualificato, attraverso il riconoscimento di un credito di imposta del 35%, con un limite massimo pari a 200 mila euro annui ad impresa. Il credito d’imposta è concesso al personale altamente qualificato assunto a tempo indeterminato.

Gli artt. 29-30 del D. L. n. 179/2012, introducono una serie di misure per facilitare lo sviluppo di start-up innovative.

Sono a tal proposito contemplate importanti agevolazioni fiscali per gli investimenti nell’acquisto di capitale di rischio delle startup innovative, che provengano da persone sia giuridiche sia fisiche. Ed è altresì prevista una disciplina volta ad agevolare la raccolta di partecipazioni al capitale di rischio, e dunque alla raccolta di finanziamenti, tramite l’uso di piattaforme di crowfounding.

Nell’eventualità in cui la startup innovativa non abbia successo, il Legislatore ha previsto una sorta di “paracadute”, per il quale, essa viene esentata dalla applicazione delle procedure concorsuali ordinarie ed è invece assoggettata alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio (Legge 27 Gennaio 2012, n. 3).

Trattasi di strumenti che consentono allo startupper il c.d. fresh start, tramite accordi di ristrutturazione e composizione dei debiti, per poter ripartire con un nuovo progetto, e di poter beneficiare di una liquidazione più rapida senza conseguenze troppo penalizzanti[3].

Qualora invece le startup innovative abbiano successo, le realtà imprenditoriali diventate ormai “mature” che continuino a caratterizzarsi per una significativa componente di innovazione, potranno trasformarsi in PMI innovative, e continuare così a beneficiare di gran parte dei vantaggi contemplati dalla normativa per le start-up innovative[4].

Articolo a cura del Dott. Marco Accardo

—— Note Bibliografiche —

[1] C. Alessio, La non fallibilità delle start up innovative. Commento Tribunale di Genova, 3 novembre 2019, n. 3 – G.U. Lucca, in Dirittobancario.it, 2020, https://www.dirittobancario.it/sites/default/files/allegati/alessio_c._la_non_fallibilita_delle_start_up_innovative_2020.pdf; 

  1. Fregonara, Imprese innovative e nuove fonti di finanziamento – L’equity based crowfounding: un nuovo modello di finanziamento per le start up innovative, in Giurisprudenza Italiana, fascicolo n. 20, UTET Giuridica Wolters Kluwer Italia, Milano, 2016, pp. 2285 e ss.

[2] L. Serra, Start-up innovativa, in Altalexpedia, 2016, https://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2014/09/10/start-up-innovativa

[3] E. Fregonara, Imprese innovative e nuove fonti di finanziamento – L’equity based crowfounding: un nuovo modello di finanziamento per le start up innovative, in Giurisprudenza Italiana, fascicolo n. 20, UTET Giuridica Wolters Kluwer Italia, Milano, 2016, pp. 2285 e ss.

[4] G. Pasquariello, Startup innovativa: vantaggi e opportunità nel periodo di crisi, in Diritto.it, 2020,https://www.diritto.it/startup-innovativa-vantaggi-e-opportunita-nel-periodo-di-crisi/.