Il COVID-19 come causa di “forza maggiore”

Il COVID 19 può costituire causa di “forza maggiore” nell’impossibilità di eseguire un contratto, anche internazionale?

L’impossibilità della prestazione rappresenta una causa di liberazione del debitore e di esonero da responsabilità (ex artt. 1218 e 1256 c.c.): in relazione alla responsabilità oggettiva, la prova di un evento che ha reso impossibile la prestazione rappresenta l’unica via per evitare il sorgere dell’obbligazione risarcitoria.

Epidemie e decisioni delle autorità sanitarie, in quanto fenomeni imprevedibili e sopravvenuti, esterni alla volontà delle parti, generalmente rientrano nella categoria giuridica della forza maggiore. La forza maggiore è un rimedio che può essere invocato dal contraente impossibilitato ad adempiere, per essere esonerato dalla responsabilità per danni da inadempimento o ritardo.

Alcuni ordinamenti giuridici tipicamente di common law (tra cui, UK and Usa) e altre realtà internazionali, però, non riconoscono un preciso valore giuridico a detto principio, motivo per il quale la causa forza maggiore deve essere contrattualmente prevista per essere invocabile. Anche nell’ottica della prova liberatoira poi va evidenziato come la situazione “emergenza da coronavirus” non ha un’incidenza univoca sull’esecuzione di tutti i contratti generalmente in essere. Ci può essere, infatti, un impedimento solo temporaneo o parziale cossichè la prestazione diviene solo in parte impossibile.

Prima di tutto, occorre dunque verificare la situazione in concreto che interessa l’impresa, tenendo conto della definizione di forza maggiore contenuta nel contratto o, in mancanza, prevista dalla legge applicabile. I contratti internazionali e diverse leggi nazionali richiedono che il contraente impossibilitato ad adempiere per causa di forza maggiore debba informarne prontamente e adeguatamente la controparte, se del caso, allegando i certificati rilasciati dalle autorità pubbliche, come attualmente sta avvendendo in Cina, dove lo stato fornire alle imprese e società certificazione ad hoc.

L’informazione che l’azienda italiana deve inviare prontamente al contraente estero deve essere circostanziata e tempestiva, unitamente alla prova dell’evento di forza maggiore e alle motivazionu precise che imediscono l’esecuzione in assoluto. Pertanto, fino a quando la parte non comunica all’altra l’esistenza di detta causa, non è esonerata dall’adempiere al contratto e risponde dei danni per il ritardo.

In linea di massima, tuttavia, non costituiscono cause di forza maggiore quegli eventi che rendono solo più difficoltosa la prestazione e non impossibile.

Una volta accertata una causa di forza maggiore quale potrebbe essere quella “da coronavirus”, le alternative potranno essere o la sospensione, la rinegoziazione o la risoluzione dei contratti. La risoluzione è il rimedio generalmente previsto nei casi in cui risulti impossibile la prestazione. La sospensione è indicata nei contratti internazionali di durata e nei casi in cui la situazione sia incerta o l’impedimento solo temporaneo, mentre la rinegoziazione è tipicamente lo strumento per riportare equilibrio tra le prestazioni, adeguando il contratto alla nuova realtà.

Quanto alla prova, spetta alla parte che invoca la forza maggiore fornire prova tempestiva e sufficiente.